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Oil&Gas: i trend, i rischi e la nuova supply chain

15/12/2021 da Redazione, pubblicato in Oil&Gas

Oil&Gas: i trend, i rischi e la nuova supply chain

Posted by Redazione on 15/12/2021

Il settore industriale sta uscendo da uno scenario post pandemico che ha ridisegnato equilibri, priorità e generato prospettive sempre più inedite. La globalizzazione, ha caratterizzato gli anni che hanno visto l'affermazione nell'Oil&Gas e in un contesto a livello mondiale caratterizzato da una visione multilaterale degli scambi internazionali e una progressiva liberalizzazione dei mercati. Allora, il prossimo futuro vede un orizzonte nuovo, con equilibri dettati dall'economia circolare e dell'adozione delle energie rinnovabili.

In questo articolo andremo ad approfondire: 

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B2B nell'Oil&Gas: la situazione attuale

Un dato interessante è che globalmente dall'inizio della pandemia sono stati erogati all’industria fondi per 351 miliardi, e se il 37% sono finiti in supporto delle energie rinnovabili il 40% sono stati erogati a supporto alle fonti fossili; questo significa che lo sviluppo dell’industria dell'energia dipende comunque molto dal supporto e dalle politiche dei singoli paesi.

Per quanto riguarda i progetti se nel 2020 molti si sono fermati, il 2021 è stato il migliore, e il 2022 e 2023 dovrebbero vedere una crescita, ma sarà difficile rivedere nell’Oil&Gas i livelli del 2017 e 2018. Alcuni progetti sono attesi per compensare la depletion degli impianti, circa 7% all'anno, anche alla luce delle crescenti richieste di energia.

I rischi e i trend del B2B nell'Oil&Gas

Come abbiamo visto nell'articolo "Filiera industriale: quale futuro?", tra i principali rischi vi è quello connesso all'escalation pesantissima sulle materie prime. Cercando di analizzare la situazione attuale, appare evidente che il problema è diverso da quello degli anni 2000, allora dovuto alla Cina; oggi, si assiste a un continuo shock di domanda e offerta, in parte dovuto a chiusure locali per la pandemia (talvolta ancora in corso), a eventi avversi (un uragano ha bloccato la produzione del Golfo del Messico per un mese) e a tensioni geopolitiche. La scenario vede un incremento considerevole dei prezzi: il ferro è aumentato del 60/70%, i cavi e le fibre ottiche del 70/100%, e alcuni player preferiscono addirittura pagare le penali e uscire da ordini in corso piuttosto che affrontare l'imprevedibilità dei costi del materiale.

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A tal proposito, un altro rischio è l'impatto della pandemia sui porti e sul trasporto via mare, la logistica e l’economia marittima rappresentano un indicatore sensibile circa l’andamento complessivo, che risente da un lato del tessuto produttivo e dall’altro delle movimentazioni delle merci; un calo stimato addirittura come causa di un +1,5% in termini di inflazione. Queste instabilità rendono molto difficile e poco prevedibile la gestione del Capex.

Se invece andiamo ad approfondire i trend del B2B che caratterizzano l'Oil&Gas troviamo sicuramente una costante legata alla sostenibilità: le emissioni di CO2, potrebbero diventare una specie di nuova valuta, ma le politiche sono ancora poco chiare e mancano meccanismi di metriche a livello globale o di meccanismi premianti per le imprese virtuose.

Dal momento che il 90% delle emissioni di una filiera dipendono dalla catena di fornitura, si riusciranno a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni solo se si adotteranno degli accordi regolatori a livello di filiera.

Le esigenze di una nuova supply chain per l'Oil&Gas

I rischi e i trend che appaiono caratterizzare l'Oil&Gas del prossimo futuro, sottolineano come sia evidente un cambiamento della supply chain.

Una delle priorità più sentite è quella di avviare relazioni con partner affidabili, quindi di costruire una filiera stabile, perché buona parte del successo del capofiliera dipende da chi fornisce (ad es. Boeing in pochi decenni ha aumentato l’affidamento della produzione al subcontracting dal 5 all’80%). Inevitabile diventa, quindi, la necessità di mantenere la piena tracciatura dei dati di produzione e delle compliances, ma anche di affrontare le inefficienze dei propri processi e la pianificazione commerciale; tutto questo è impossibile senza digitalizzazione.

Siamo arrivati quindi a disegnare una nuova direzione dell'Oil&Gas, che necessità di essere sempre più certificata, ampia, diversificata e supportata dall'innovazione tecnologica costante, nel nuovo contesto, quindi, la gestione del rischio diventa un asset strategico fondamentale da monitorare. Infine, quando si parla di visibilità della filiera, occorre prestare attenzione all'aspetto regolatorio che è sempre più stringente, con una richiesta di controllo sempre maggiore da parte degli organismi regolatori nei confronti di chi gestisce la filiera.

Alcuni esempi: in Olanda, la Shell è stata ritenuta responsabile delle emissioni di tutta la filiera, mentre in Germania una nuova legge obbliga i capofiliera alla responsabilità per tutta la filiera in termini di rispetto dei diritti umani e ambientali.

 

 

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