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PAC e Mother Regulation: le normative europee per il settore agricolo


PAC e Mother Regulation: le normative europee per il settore agricolo

Posted by HYDAC on 01/05/2020

PAC, Mother Regulation e agricoltura 4.0 sono le spinte europee verso l'innovazione che coinvolge anche la meccanica agricolaVediamo quindi le nuove normative europee che interessano i costruttori di macchine agricole.

L'Unione Europea pensa al settore agricolo: nuove normative per i costruttori

Proprio per rispondere a un bisogno dei cittadini europei di maggiore sicurezza, qualità e sostenibilità, l’UE ha messo in atto due direttive - chiamate Mother RegulationPAC - con l’obiettivo di armonizzare le norme a livello europeo, aumentare la competitività del settore a livello internazionale e sostenerne lo sviluppo economico.

Il settore agricolo contribuisce in enorme misura al benessere e al futuro dell’Unione Europea, basti pensare che l’UE è il più importante esportatore mondiale di prodotti agroalimentari (131 miliardi di euro nel 2016). I benefici che questo settore genera, come la sicurezza alimentare per oltre 500 milioni di cittadini europei, la custodia dell'ambiente naturale e circa 44 milioni di posti di lavoro nella filiera alimentare, sono costantemente influenzati dalle condizioni meteorologiche, dalla volatilità dei prezzi, da calamità naturali e - non da ultimo - da un'incalzante innovazione tecnologica del settore e dagli elevati standard di produzione richiesti. 

Ma di cosa trattano le due normative europee? Scoprilo in questo articolo!

 

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Il regolamento europeo EU 167/2013: la Mother Regulation

Il Regolamento sostituisce la precedente regolamentazione basata sulla Direttiva 74/150/CEE ed è consultabile approfonditamente sul sito della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il Regolamento 167, meglio noto agli esperti del settore con l’espressione “Mother Regulation" (MR) - ovvero regolamento madre - stabilisce le regole e i principi fondamentali di omologazione per le macchine agricole e forestali ed è obbligatorio per tutti i Paesi membri. La direttiva europea fornisce le prescrizioni tecnico-amministrative necessarie all’omologazione per le sole trattrici a ruote mentre per le restanti macchine e per i rimorchi agricoli sono tuttora contemplate e applicate norme nazionali. 

A questa normativa si integrano inoltre gli atti delegati, ovvero regolamenti specifici della Commissione Europea contenenti i requisiti tecnici di omologazione per le varie tipologie di prodotto. Tra questi, sono di particolare rilevanza il RVBR (sistemi di frenatura dei trattori e delle macchine agricole trainate, Regolamento 68/2015) e il REPPR (che tratta le prescrizioni di emissione gassosa dei motori, Regolamento 96/2015).

Ad esempio, per quanto riguarda la frenatura rimorchio, il RVBR introduce le norme per la frenatura dei veicoli trattori e dei rimorchi. L’attuale quadro normativo comunitario (direttiva 76/432/CEE e s.m.i.) detta le prescrizioni per la frenatura dei veicoli trattori mentre nessuna norma è contemplata per i veicoli rimorchiati, che sono quindi una novità. La novità più rilevante riguarda la frenatura idraulica dei rimorchi, in quanto nella RVBR è prevista una doppia linea per la frenatura del rimorchio a differenza della norma CUNA che prevede una sola linea. L'art. 16 del RVBR prevede la possibilità di continuare a montare raccordi idraulici a un condotto su nuovi tipi di veicolo fino al 31.12.2019 mentre, dopo il 31.12.2020, non risulta più possibile immatricolare nuovi trattori con raccordo idraulico a un condotto.

In tutto il territorio comunitario vige la conformità alla normativa che, se da un lato richiede un investimento importante per tutti gli operatori della filiera e una condivisione costante e standardizzata di informazioni tra tutti i Paesi membri, dall’altro lato comporterà una notevole semplificazione delle procedure per la messa in circolazione dei veicoli agricoli e forestali, prestazioni migliori, maggiore sicurezza e rispetto dell’ambiente.

 

L'adeguamento alla normativa in Italia

Il principale obiettivo del provvedimento europeo è, infatti, l’armonizzazione e la semplificazione di tutte le procedure nazionali in materia di omologazione dei mezzi agro-forestali (molto diversificate tra loro), in modo da garantirne la sicurezza e rendere più competitive le aziende meccanico-agricole europee.

La circolare 19962 del ministero dei Trasporti, datata Luglio 2020, chiarisce alcuni punti in merito all'omologazione e circolazione stradale delle macchine. Riportiamo i principali chiarimenti:

  • Attrezzature omologabili. L'attrezzatura semi-portata - collegata al trattore mediante attacco a due o tre punti e parte integrante di esso - non è omologabile e non ruota sul piano orizzontale, ma sterza in curva grazie ad un ruotino pivotante. Mentre è soggetta ad omologazione la macchina trainata che - collegata all'attacco del trattore - si muove sul piano orizzontale per merito di uno snodo centrale, di un assale con ruote fisse o sterzanti (non pivotanti).
  • Erpiciaratri e seminatrici, vengono considerate macchine operatrici trainanti, non sono obbligatoriamente omologabili, ma possono essere sottoposti ad omologazione su richiesta del costruttore.
  • Complesso trattrice + attrezzatura portata o semi-portata: è considerato eccezionale sia quando la sporgenza laterale (anche da un solo lato) dell'implemento è superiore a 1.60 metri dal centro del trattore, sia quando la sagoma complessiva del cantiere o del solo attrezzo (se più largo della trattrice da entrambi i lati) è più larga di 2.55 metri.
  • Implementi trainati: per il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) le attrezzature trainate con attacchi a 2 o 3 punti, a discrezione del costruttore, possono essere omologabili sia con la Mother Regulation sia con il Codice della strada. 
  • Dispositivi di frenatura: il Codice della strada si allinea alle disposizioni della Mother Regulation, per cui è possibile arrivare a 3.5 tonnellate di massa non frenata. La disposizione stabilisce infatti che, i mezzi trainati omologati secondo il Cds con massa sugli assi fino a 3.5 tonnellate possono essere privi di sistemi frenanti di servizio e di stazionamento, condizione da riportare sul libretto stradale.

A seguito di una seconda circolare, la n. 22192 datata 13 Agosto 2020, che ha tentato di fare chiarezza sulle precedenti disposizioni, le associazioni di categoria si sono mobilitate per chiedere un confronto e chiarimenti su alcuni punti che ancora appaiono critici.

  • Le associazioni di categoria sostengono che l'utilizzatore di trattori omologati secondo direttiva 2006/26/CE o MR, e di rimorchi MR non deve chiedere l'autorizzazione per veicolo eccezionale all'ente proprietario della strada e non è soggetto a sanzione. 
  • In merito alla distinzione per i rimorchi, tra massa massima di omologazione e massa di circolazione stradale, sarebbe utile definire l'annotazione da riportare sul libretto in caso di superamento della massa di circolazione su strada e in caso di rimorchi già in uso con libretto che riporta solo la massa di omologazione.
  • In merito alla massa massima dei rimorchi MR con omologazione nazionale, e alla massa rimorchiabile dei trattori MR e 2003/37/CE: bisogna chiarire come compilare il prospetto delle masse riportato sul libretto di circolazione e sulla targhetta stampigliata sui rimorchi. 

Politica Agricola Comune (PAC): il post 2020

 

“La  PAC, ai sensi dell'articolo 39 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea, persegue i seguenti obiettivi: incrementare la produttività dell'agricoltura; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori”. 

- Mipaaf -

Mentre la Mother Regulation mira allo svecchiamento delle macchine agricole, la Politica Agricola Comune (PAC) è indirizzata allo sviluppo uniforme del comparto agricolo in tutto il territorio comunitario. L’obiettivo di questa politica - avviata il 1° gennaio 2015 - è quello di favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile incrementandone tecnologie e produttività. Questa normativa, che si rivolge a 12 milioni di agricoltori europei a tempo pieno, interessa il 77% del territorio dell’UE, 15 milioni di imprese agricole ed agroalimentari, 46 milioni di posti di lavoro e anche 500 milioni di cittadini-consumatori 

Con la presentazione della Comunicazione della Commissione su "Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura" avvenuta il 29 novembre 2017, è stato dato ufficialmente avvio al dibattito che condotto l'Unione europea a ragionare per una nuova Politica Agricola Comune per la fase post 2020. Le attuali regole in vigore scadranno il 31 dicembre 2020.

A seguito di due anni di negoziati, è arrivato il tanto atteso accordo tra i Ministri UE per l'agricoltura: la riforma della PAC dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2023, al termine di due anni di periodo transitorio. 

L'orientamento generale approvato dal Consiglio Ue prevede:

  • almeno il 20% dei finanziamenti del primo pilastro della PAC (gli aiuti diretti) dovrà essere allocata dagli Stati membri per politiche verdi, attraverso i cosiddetti eco-schemi, tra cui si includono pratiche come agricoltura di precisione, agroforestale e agricoltura biologica.
  • Almeno il 35% dei fondi destinato per lo sviluppo rurale.
  • Inoltre, si legge negli emendamenti approvati, che il 30% delle risorse è destinato ad azioni per il clima e la difesa della biodiversità.

L'impegno della nuova PAC è rivolto a rendere più semplice la politica agricola europea, più moderna e flessibile, più attenta alla sostenibilità, al reddito degli agricoltori e ai bisogni dei cittadini, in un quadro di maggiore sussidiarietà tra Commissione e Stati membri per un totale rilancio del settore, che comporterà un conseguente aumento degli investimenti. A tal proposito, è stata introdotta la proposta di aumentare le risorse per le emergenze e le crisi rispetto alla proposta della Commissione, con una "riserva" che parte da 400 milioni e potrebbe essere accumulata negli anni fino ad arrivare fino a 1,5 miliardi.

 

Normative e innovazione: smart farming e agricoltura di precisione 

Le stringenti normative, il repentino avanzamento tecnologico e i modelli di business emergenti stanno portando a profondi cambiamenti nel settore agricolo. Infatti, il ruolo principale dei regolamenti europei è proprio quello di aiutare gli agricoltori ad anticipare l'evoluzione dei comportamenti alimentari e adeguare la produzione in funzione dei segnali del mercato, ormai molto forti. Ovviamente, ciò si ripercuote sui costruttori di macchine agricole, che sono chiamati a innovare le macchine adeguandole alle nuove normative. 

Questo mercato, parallelamente a quello che sta succedendo nel settore industriale con l'Industry 4.0, è ormai coinvolto dalle logiche dello smart farming dell'agricoltura di precisione: tutti termini che indicano il futuro del settore agricolo. Quali soluzioni per muoversi verso la nuova era dell'agricoltura 4.0? Abbiamo approfondito quali sono i sistemi cloud applicabili al settore agricolo leggi Connected Vehicles: dal controllo al cloud.

Sono molte le potenzialità e per questo è necessario conoscerne i cambiamenti in atto e le opportunità che ne derivano.

 

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