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L'industria italiana del riciclo: un pilastro dell'economia circolare 

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Il ruolo dell'oleodinamica per l'economia circolare

03/12/2019 da Redazione, pubblicato in Sostenibilità d'impianto

Il ruolo dell'oleodinamica per l'economia circolare

Posted by Redazione on 03/12/2019

L'economia circolare è una delle idee più rilevanti per la sostenibilità ambientale, ed appare un approccio sempre più indispensabile. La differenza tra l'economia lineare (quella tradizionale) e l'economia circolare è che la prima è basata sullo sfruttamento delle risorse, mentre la seconda guarda alla loro gestione. L'idea di fondo è che ogni risorsa, ogni funzione, ogni fase del processo produttivo e dell’utilizzo di un prodotto hanno un proprio valore che va preservato e non disperso. Se questo concetto riguarda senz'altro la vita quotidiana di ognuno di noi, riguarda però anche il mondo produttivo.

 

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I pilastri dell'economia circolare

L'economia circolare si basa essenzialmente su tre pilastri:

- riduzione degli sprechi. È necessario limitare le inefficienze e lo spreco d’uso dei prodotti.

- allungamento della vita utile. È necessario limitare l'obsolescenza e la morte prematura dei prodotti.

- riciclo: lo scarto di un processo può essere la materia prima seconda di un altro processo.

 

 

 

 

Anche nel mondo dell'impiantistica oleodinamica, possiamo agire in modo da contribuire al conseguimento di questi obiettivi. Come? Attraverso una scrupolosa manutenzione dei fluidi idraulici, cosa che ha certamente un impatto positivo sull'ambiente, ma che porta anche indubbi cost-saving per gli utilizzatori d'impianto. Corretta manutenzione e sostenibilità possono essere viste come due facce della stessa medaglia. Durante il funzionamento dell'impianto, l'olio idraulico è sottoposto a deterioramento, a causa dell'inclusione di elementi contaminanti e alla perdita delle caratteristiche tecniche che lo qualificano, normalmente dovute alla sua formulazione chimico-fisica e alla presenza di additivi.

È proprio il controllo delle fonti inquinanti e delle caratteristiche del fluido che permette di svolgere efficacemente il lavoro richiesto dall'impianto. Viceversa, non controllare questo aspetto comporta necessariamente problematiche di malfunzionamento, inefficienza, e in ultima analisi di insostenibilità ambientale.

 

1. Riduzione degli sprechi 

Un olio inquinato ha caratteristiche significativamente peggiori rispetto ad un olio nuovo. Un olio inquinato mostra importanti variazioni delle sue caratteristiche fisiche e chimiche, si pensi ad esempio alla variazione di viscosità, alla perdita di additivi che precipitano, all'invecchiamento.

Conseguenza di tutto questo è che l'impianto, per svolgere il medesimo lavoro, dovrà necessariamente fornire al fluido più energia. Questa differenza di energia richiesta è uno spreco rispetto alle condizioni di progetto, che si sarebbe potuto evitare mantenendo il fluido nelle condizioni ideali attraverso una corretta manutenzione.

La società moderna è fortemente energivora e la produzione di energia, nonostante la crescita continua delle rinnovabili, è ancora uno dei costi ambientali più alti.

La riduzione degli sprechi, laddove possibile, è uno degli obiettivi irrinunciabili per raggiungere un maggior sostenibilità d'impresa. In questo senso, l'efficienza energetica è una forma di grande importanza di contenimento degli sprechi. 

 

2. Allungamento della vita utile dei prodotti 

Il secondo pilastro dell'economia circolare riguarda l'allungamento della vita utile dei prodotti. Questo significa uscire dalla logica "usa e getta" che ha caratterizzato gli ultimi decenni di produzione, per incanalarsi invece in un'ottica di conservazione dell'esistente. 

Poiché sappiamo che l'inquinamento del fluido idraulico è responsabile del 70-80% dei guasti impiantistici (per un approfondimento si veda l'articolo "Fluido idraulico: prevenire la contaminazione e il pericolo guasto"): va da sé che il controllo e la manutenzione dello stesso comporti l'allungamento della vita utile di sistemi, macchine e componenti. Sposando di conseguenza le idee dell'economia circolare, ma al contempo anche garantendo un significativo contenimento dei costi di manutenzione, sostituzione e ripristino dei sistemi.

In un impianto oleodinamico, anche il fluido di lavoro è un componente al pari di tutti gli altri. Infatti, viene scelto sulla base delle sue specificità. Un fluido inquinato non solo danneggia i componenti con cui viene a contatto, ma si deteriora più facilmente. Si dice che "invecchia": questo invecchiamento consiste in una perdita sensibile delle sue caratteristiche chimiche e fisiche, delle sue capacità di svolgere il lavoro di lubrificazione o di trasmissione delle forze. Di conseguenza, come per ogni altro componente, è indispensabile che anche il fluido sia mantenuto nelle condizioni ideali il più a lungo possibile, e quindi anche questo può essere oggetto di un allungamento della sua vita utile.

Il riciclo efficace dell'olio esausto è indispensabile anche per un'altra ragione, dal punto di vista ambientale: produrre un kg di olio nuovo costa all'ambiente circa 700-800 grammi di anidride carbonica immessa in atmosfera. Se ci pensiamo, è quasi pari al peso del prodotto. Ancora una volta, mantenere l'olio nelle condizioni ideali e quindi sostituirlo più tardi possibile costituisce un vantaggio per la sostenibilità.

 

3. Riciclo

Secondo molti studi, nei prossimi decenni le materie prime seconde, ovvero quelle provenienti da riciclo, saranno sempre più preponderanti rispetto alle materie prime immesse nel mercato.

Molti fluidi idraulici, purtroppo, sono inquinanti. L'olio esausto è inquinante: sia l'olio minerale delle vetture che quello dei macchinari industriali. Anche quello della friggitrice di casa. Per questa ragione non può essere smaltito direttamente, ma deve essere conferito a specifici sistemi di raccolta.

Fortunatamente, l'olio è uno dei materiali maggiormente riciclabili: dall'olio esausto si può facilmente ricavare il 60-65% di basi lubrificanti rigenerate (che hanno ormai quasi le stesse caratteristiche delle basi lubrificanti nuove), il 20-30% di bitume, e solo la rimanenza dovrà essere termodistrutta. Tuttavia, per ottenere queste ottime percentuali, è indispensabile che il fluido non sia completamente degradato, altrimenti può essere solo termodistrutto. 

 

In conclusione, l'importanza di controllare lo stato del fluido idraulico è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell'economia circolare: un controllo continuo delle condizioni dell'olio permette di accedere a significativi miglioramenti in più di un aspetto, non ultimo quello ambientale. 

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