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Crisi materie prime: fra cause, carenze e aumenti

Scritto da Redazione | 29/07/2022

Il primo semestre del 2022 è stato caratterizzato da una serie di accadimenti che hanno avuto ripercussioni su tutti i settori industriali. Dalla pandemia di Covid-19 all’inasprimento del conflitto russo-ucraino, si è assistito a un brusco aumento del costo dell’energia e notevoli difficoltà di approvvigionamento di materie prime e semilavorati che hanno causato un rallentamento delle diverse attività.

La crisi delle materie prime ha interessato anche il comparto siderurgico. In particolare, l’industria siderurgica italiana si è trovata a fronteggiare una serie di difficoltà dovute alle dipendenze preesistenti in termini di fornitura di ghisa / acciaio e DRI su tutta la filiera. In questo articolo approfondiamo la delicata, quanto più attuale, questione della crisi materie prime con un focus sul settore della siderurgia in Italia. 

Nello specifico parliamo di: 

Industria siderurgica: dati, prospettive e possibilità. Clicca sul bottone qui sotto e scarica l'infografica per approfondire l'argomento. 

 

L'andamento del settore siderurgico

All’inizio del 2021 la produzione siderurgica mondiale è stata di 486,9 milioni di tonnellate, con una crescita del 10% rispetto al primo trimestre del 2020. L’anno in cui è scoppiata la pandemia si è registrata una produzione mondiale di 1,864 milioni di tonnellate, in diminuzione rispetto al 2019 dello 0,9%. Nella classifica dei maggiori produttori a livello mondiale si ritrova la Cina seguita da India e Giappone e ancora Russia, Turchia e Iran con risultati in crescita. La Germania è il primo Paese europeo all’ottavo posto per output, mentre l’Italia è retrocessa al 13° posto, entrambe dopo aver registrato un calo nella produzione.

Nei primi mesi del 2022 l’industria siderurgica italiana è entrata in sofferenza a causa dei rincari dei costi dell’energia e delle materie prime dovuti, in particolare, al conflitto tra Russia e Ucraina. Il protrarsi dello scontro ha acuito le difficoltà e oggi la questione si fa ancor più delicata: alcune filiere stanno mettendo in atto una riorganizzazione della produzione per far fronte alla situazione.

La crisi delle materie prime nel settore siderurgico

Il settore siderurgico italiano è uno dei comparti maggiormente penalizzati a causa dei repentini cambiamenti sul piano internazionale. L’industria siderurgica ha una rilevanza strategica per il Paese e, secondo i dati rilasciati da Federacciai, per quanto riguarda l’importazione di materie prime e semilavorati sembra dipendere fortemente da Russia e Ucraina. La siderurgia italiana importa circa 2 milioni di tonnellate l’anno dalla Russia e 2,5 milioni di tonnellate di semilavorati dall’Ucraina. La recente guerra ha interrotto le consolidate catene di approvvigionamento di ghisa, preridotto, ferroleghe e rottame e sconvolto gli equilibri e i mercati internazionali. Anche la metallurgia non ferrosa (tra cui: coke siderurgico e per fonderia; ferro-leghe; ghisa in pani; rottami di acciaio e di ghisa; rottami non ferrosi; ecc.) ha subito delle ripercussioni. Molti materiali, infatti, risultano fermi nei porti del Mar Nero. Lo stato di guerra ha comportato una pesante contrazione delle forniture di acciaio e materie prime utilizzate per la sua produzione. Ciò ha determinato una situazione di cosiddetto shortage con un conseguente aumento dei prezzi, sia lato prezzi di vendita sia di costi di produzione che hanno subito un incremento per l'approvvigionamento di energia elettrica e gas. Il prezzo dell’acciaio era già aumentato nel 2021 passando da 385 euro/t, nel giugno 2020, a 1150 euro/t registrando un incremento del 200% e oggi i costi sono ancora in crescita.

Sulla crisi, che ha progressivamente investito il settore, sono intervenuti e stanno intervenendo oltre al Governo italiano vari soggetti istituzionali, a vario titolo e livello, tra cui Federacciai, ASSOMET e ASSOFOND.

 

In conclusione, nell’attesa di comprendere con maggiore certezza l’evoluzione della crisi delle materie prime, sembra fondamentale ragionare su come l’industria della siderurgia possa rivoluzionarsi e guardare al futuro. In un contesto di incertezza generale in cui stanno cambiando gli equilibri del mercato delle materie prime, puntare sullo sviluppo sostenibile, sul green steel e sull'economia circolare sembra la direzione più giusta. Le conseguenze si potranno misurare nell’immediato futuro, tanto in Italia, quanto nel resto del mondo.

 

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